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Agenzia delle Entrate, servizi a rischio: cosa sta succedendo

Agenzia delle Entrate nel caos. Dopo lo stop natalizio, i sindacati hanno proclamato uno stato di agitazione per via delle mancate risorse per poter retribuire i cosiddetti “capo team”. Si tratta in sostanza di 3500 funzionari che svolgono un ruolo fondamentale per imprese e contribuenti.

I capo team si occupano ad esempio delle istanze di rimborso, della conservatoria dei registri immobiliari e della gestione delle istanze di autotutela per le correzioni degli atti emessi dagli uffici. Ma anche di molto altro. Tutta una serie di compiti specifici, a cui erano stati chiamati in particolare fino al 31 dicembre.

Capo team fermi, si rischia il vuoto amministrativo

Un ruolo chiave per l’Agenzia delle Entrate, insomma, che, venendo meno, rischia di bloccare tutto il lavoro di una macchina estremamente complessa. Un momento difficile per l’Agenzia delle Entrate, che dopo la mancata nomina del direttore da inizio dicembre e del comitato di gestione dalla scorsa primavera, deve ora fronteggiare un’ulteriore impasse che potrebbe presentare anche un conto salatissimo.

Si è creato un vuoto amministrativo, e politico, pericoloso, che rischia di subire un ulteriore contraccolpo tra poche settimane, quando l’attuale direttore, Aldo Polito, che è anche responsabile del personale, andrà in pensione.

Governo Conte, in Manovra la “dimenticanza”

Il governo Conte non ha evidentemente saputo liberare le risorse necessarie per garantire queste retribuzioni aggiuntive, o non ha avuto il tempo di farlo. Fino al 31 dicembre scorso erano state predisposte delle risorse aggiuntive da destinare, sotto forma di proroga, ai capi team che, di fatto, portano avanti il Fisco italiano.

Ma all’approvazione della tanto discussa Manovra, le risorse effettivamente allocate sono state pari a zero. E i 90 giorni di tempo che l’Esecutivo avrebbe avuto per nominare i nuovi direttori o confermare quelli ancora in carica non sono bastati.

Le gravi accuse dei sindacati

I sindacati avevano già denunciato al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri la situazione esplosiva: l’allarme era stato lanciato rispetto al “deficit di risorse finanziarie da destinare al salario accessorio accompagnato da ritardi intollerabili nell’erogazione”, nonché “significative difficoltà organizzative”, gravissime carenze di personale e carichi di lavoro insostenibili.

Potrebbe dunque arrestarsi per mancanza di personale quella che il governo Conte ha “venduto” come “Operazione nuovo Fisco“, con una serie di azioni da parte delle Agenzie delle Entrate mirante a inasprire la lotta all’evasione fiscale e alla misurazione dell’affidabilità dei contribuenti attraverso una sorta di “pagella” personalizzata, solo per fare qualche esempio. Dopo il danno, la beffa.