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Fisco, tempi più veloci per i rimborsi ai contribuenti

L’Agenzia delle Entrate punta a velocizzare l’accredito sul conto corrente o l’assegno in tempi più brevi rispetto al passato.

“Ci impegniamo e cerchiamo di destinare, concentrare, sempre maggiori risorse umane alla lavorazione dei rimborsi, specialmente quest’anno”. Lo afferma il direttore dell’Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, che aggiunge: “Continuando a semplificare passaggi e procedure sarà possibile migliorare ancora”

“Nonostante il miglioramento degli standard rispetto al passato, dobbiamo cercare di ridurre ancora i tempi soprattutto in questo periodo e, in tal senso, sono state diramate istruzioni alle strutture territoriali affinché la capacità operativa e le risorse umane siano particolarmente impegnate sul fronte dei rimborsi” ai contribuenti.

Rimborsi Iva a 90 giorni

Il direttore sottolinea che negli anni sono stati fatti passi in avanti: ”Siamo passati per i rimborsi Iva da un tempo di attesa di circa un anno, da sei mesi a un anno”, di 10 anni fa, ”a circa 90 giorni”, con alcune domande che vengono evase ”anche in tempi minori”.

I tempi sono sicuramente diminuiti ma ”sono sufficientemente corti? Ovviamente per chi aspetta dei soldi i tempi non sono mai sufficientemente corti, tutti noi siamo stati creditori di qualcun’altro; a maggior ragione, per i crediti del fisco, aspettiamo con l’orologio in mano”, osserva Ruffini.

Contributi a fondo perduto in 10 giorni

Per l’erogazione dei contributi a fondo perduto ”dovremo rispettare i tempi che abbiamo detto fin dall’inizio, quindi 10 giorni dalla accettazione delle domande”. Le prime domande ”sono iniziate a entrare il 15 giugno e quindi, mano a mano, poi in 10 giorni dalla loro accettazione iniziamo a erogare con i tempi di accredito sui conti correnti, sull’Iban indicato dal soggetto che ha fatto domanda”, aggiunge.

Rimborsi, arriva l’assegno dalle Poste

Quanto invece ai rimborsi delle imposte dirette – ricorda Ruffini – da quest’anno in applicazione del decreto ministeriale del Mef del 22 novembre 2019, i contribuenti che non comunicano all’amministrazione finanziaria il loro codice Iban si vedranno recapitare in pochi giorni per via raccomandata un assegno emesso dalle Poste, decorso il periodo necessario per il controllo automatizzato della dichiarazione dei redditi. Sparisce, quindi, il rimborso tramite il tradizionale vaglia, che comportava una attesa più lunga”, dice ancora Ruffini al Sole 24 Ore.