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Tasse aumentate del 50% negli ultimi 20 anni: lo studio della CGIA

Negli ultimi 20 anni il gettito fiscale dell’Erario Paese è cresciuto quasi del 50%, un valore superiore all’aumento del Prodotto Interno Lordo nello stesso periodo. Questo, a grandi linee, quanto emerge da una ricerca condotta dal centro studi della CGIA di Mestre sull’aumento del prelievo fiscale nel nostro Paese e su quanto abbia influito sulla (assenza) di crescita del nostro Paese.

“Questo maxi prelievo – ha commentato il coordinatore dell’Ufficio studi dell’associazione artigiani Paolo Zabeo – ha impoverito il Paese, provocando, assieme alle crisi maturate in questo ventennio, una crescita dell’Italia pari a zero che nessun altro paese del resto d’Europa ha registrato”. Un prelievo fiscale, insomma, che non ha portato alcun beneficio a Paese e cittadini: non solo questi ultimi hanno visto calare le loro finanze private, ma a livello di servizi pubblici non ci sono stati miglioramenti degni di nota.

CGIA: in 20 anni il prelievo fiscale è aumentato del 47%

Stando ai dati raccolti dall’ufficio Studi dell’Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre, dal 2000 al 2019 i contribuenti italiani hanno pagato 166 miliardi di tasse in più. Se a inizio millennio venivano pagati 355 miliardi di euro di tasse all’Erario e agli Enti locali, nel 2019 il gettito è salito a 516 miliardi di euro.

Una crescita, in termini percentuali, del 47,4% in un ventennio, mentre la crescita del PIL nello stesso periodo si fermata al 43,9%. Insomma, l’aumento della tassazione è stato superiore a quello della ricchezza prodotta, rendendo così gli italiani più “poveri” di quanto lo fossero nel 2000. Nonostante ciò, la macchina pubblica – e il livello dei servizi offerti – non è di certo migliorata.

“Qualcuno puo’ affermare con certezza – continua il coordinatore dell’Ufficio studi, Paolo Zabeo – che grazie a 166 miliardi di tasse in piu’ versati in questi ultimi 20 anni la macchina pubblica è migliorata? In altre parole, la giustizia, la sicurezza, i trasporti, in particolar modo quelli a livello locale, le infrastrutture, la sanità e l’istruzione sono oggi più efficienti di allora? Oppure, famiglie e imprese sono state obbligate a pagare di più e hanno ricevuto dallo Stato sempre meno? Non abbiamo dubbi. Tra le due ipotesi ci sentiamo di avvalorare quest’ultima”.

Cresce la tassazione centrale

A differenza di quanto si immagina, poi, non è affatto vero che l’aumento della tassazione dipenda da nuove imposte create dalle amministrazioni locali. Anzi, gran parte dei 166 miliardi di aumento del prelievo fiscale è dovuto a una maggiore imposizione da parte dell’Erario. “Se è vero che negli ultimi 20 anni le tasse locali sono aumentate del 37,1% – afferma ancora Zabeo -, quelle incassate dall’amministrazione centrale sono cresciute del 49,3%. In termini assoluti, da Regioni ed enti locali abbiamo subito un aggravio di 20,3 miliardi, mentre il peso del fisco nazionale è salito di 145,7 miliardi“.

Gualtieri: riforma fiscale in arrivo

Una risposta allo studio della CGIA di Mestre arriva, probabilmente in forma indiretta, dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri. Intervenendo al Meeting di Rimini, l’inqulino del dicastero di Viale XX Settembre ha affermato che il Governo sta ultimando la riforma fiscale più volte annunciata. Si tratterà di una riforma “a costo 0”, che si dovrà autofinanziare andando a incidere sui tanti bonus fiscali – come le detrazioni e le deduzioni – e puntando sulla lotta all’evasione fiscale.