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Tasse, come cambiano nel 2020: aliquote, scaglioni Irpef e no tax area

Come pagheremo le tasse nel 2020? Come il 2019, di fatto, perché la Manovra del governo Conte-bis non ha introdotto novità in merito alle aliquote Irpef. L’imposta sul reddito delle persone fisiche resta sostanzialmente uguale.

Posto comunque che chi rientra nella no tax area fino a 8.174 euro l’anno l’Irpef non la deve considerare, restano cinque gli scaglioni di reddito da considerare ai fini dell’applicazione delle aliquote Irpef, che vanno dal 23% al 43% a seconda del proprio reddito.

Le aliquote Irpef 2020

  • fino a 15.000 euro aliquota Irpef 23%: imposta dovuta 23% del reddito
  • da 15.001 a 28.000 euro aliquota Irpef 27%: 3.450,00 + 27% sul reddito che supera i 15.000 euro
  • da 28.001 a 55.000 euro aliquota Irpef 38%: 6.960,00 + 38% sul reddito che supera i 28.000 euro
  • da 55.001 a 75.000 euro aliquota Irpef 41%: 17.220,00 + 41% sul reddito che supera i 55.000 euro
  • oltre 75.000 euro aliquota Irpef 43%: 25.420,00 + 43% sul reddito che supera i 75.000 euro
  • Detrazioni Irpef, le novità

    Discorso diverso per le detrazioni Irpef, che invece, come vi avevamo spiegato, sono oggetto di almeno due grandi novità.

    La riforma delle detrazioni Irpef al 19% contenuta nella Legge di Bilancio 2020 inserisce infatti nuovi paletti di reddito al di sopra dei quali le agevolazioni fiscali si riducono o non spettano del tutto, e una stretta relativa alla tracciabilità dei pagamenti.

    Tanti richiami, ma nessuna novità in Manovra

    Il Governo Conte intanto porta avanti, almeno in via teorica, la linea di una necessaria trasformazione delle aliquote Irpef, tracciando un piano di riforma che potrebbe arrivare nei prossimi anni.

    I richiami in tal senso arrivano ormai da tempo da più parti. Anche il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha avanzato la richiesta di una riforma complessiva delle aliquote Irpef “a vantaggio di tutti, così da costruire un’alleanza tra i contribuenti in regola, secondo il sacrosanto principio del pagare tutti per pagare meno”. Una priorità che, almeno per ora, la Manovra ha disatteso.