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Carcere evasori, stretta penale di nuovo in discussione: i nodi da sciogliere

Si allenta la stretta sui grandi evasori. Una nuova bozza del DL Fisco in lavorazione alla Commissione Finanze della Camera prevede di ridurre le misure punitive per i reati tributari. Il Decreto Legge diventa così meno severo rispetto all’impostazione originale licenziata dal Governo.

Le modifiche prevedono la riduzione del periodo di reclusione in caso di omessa dichiarazione. Viene anche ipotizzato di ridurre la soglia oltre la quale scatta la punibilità per gli omessi versamenti. Verrebbero ridotte anche le pene detentive in caso di dichiarazione infedele ed omessa dichiarazione, se questi reati non sono attribuiti a condotte fraudolente. Restano invece immutate le soglie di punibilità per i casi di omesso versamento di ritenuti e di IVA, così come è confermata la pena massima di 8 anni di carcere per coloro che si “macchiano” di dichiarazione fraudolenta. Infine, viene limitata l’applicabilità della confisca per sproporzione nel caso dei reati tributari più gravi.

Allo stato attuale, il DL Fisco prevede che il carcere per i grandi evasori scatti in caso di evasione delle imposte per un importo superiore ai 100.000 euro, con una pena che va dai 4 agli 8 anni. Per l’omessa dichiarazione la pena va da 2 a 6 anni di carcere. Pene severe anche per chi nasconde o distrugge documenti contabili, con la detenzione da 3 a 7 anni

Sul testo emendato ci sono ancora forti dubbi di Italia Viva che chiede maggiore “morbidezza” con un’ulteriore riduzione delle pene e un innalzamento delle soglie dove scatta la punibilità per i reati fiscali. Al contrario, il Movimento 5 Stelle che ha fatto del carcere ai grandi evasori un simbolo, è meno propenso a modificare il testo. Già nei giorni scorsi, e cioè prima che il DL fosse emendato diventando più blando, il partito di Renzi e quello di Di Maio si erano duramente scontrati, a causa dell’emendamento voluto dall’ex premier che punta a cancellare il carcere per chi evade oltre 100.000 euro. Contrari i pentastellati che ritengono tale misura un atto dovuto nei confronti dei cittadini onesti che le tasse le pagano regolarmente, ma per Italia Viva l’evasione fiscale non si combatte con le manette ma con nuovi strumenti quali fatturazione elettronica, l’incrocio tra le banche dati e la trasmissione telematica dei corrispettivi.

La Commissione Finanze della Camera, che puntava a licenziare il testo definitivo prima dell’attuale weekend, si è presa una pausa di riflessione. Si tornerà a discutere nuovamente domenica sera alle 19, e chissà che la maggioranza finalmente non trovi la quadra.