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Partita IVA aperta fino a quando non si saldano i conti: i chiarimenti dell’Agenzia

Magari non sarà per sempre come un diamante, ma la chiusura della Partita IVA non è neanche un’operazione semplice come ci si potrebbe attendere. Anzi: ci sono casi nei quali la procedura si prolunga per diversi mesi.

In un recente interpello, ad esempio, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito quali devono essere i passaggi da seguire nel caso in cui un professionista con partita IVA venga assunto (mediante concorso) all’interno di un ente della Pubblica Amministrazione.  Un caso solo apparentemente “isolato” o “singolare”. La procedura descritta dall’amministrazione finanziaria con il servizio degli interpelli può essere applicata e utilizzata anche in altre occasioni che non riguardano assunti in un ente pubblico.

A porre la questione all’Agenzia delle Entrate è l’attuale datore di lavoro – un ente, per l’appunto – che si ritrova in organico dipendenti che, prima di essere assunti, svolgevano attività professionale autonoma. L’interpellante chiede, dunque, se i neoassunti possano mantenere la partita IVA per il tempo strettamente necessario all’espletamento delle ultime formalità. In particolare, i dipendenti devono riscuotere dei crediti relativi alla precedente attività professionale, maturati prima dell’assunzione nell’Ente della pubblica amministrazione.

Nella sua risposta, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che la chiusura della partita IVA non può prescindere dalla chiusura di tutti i rapporti pendenti. “Pertanto – si legge nella risposta n. 20 del 2019 – il professionista che non svolge più l’attività professionale non può cessare la partita IVA in presenza di corrispettivi per prestazioni rese in tale ambito ancora da fatturare ai propri clienti”.

La stessa amministrazione finanziaria si era già espressa sull’argomento con la circolare n. 11 del 2007 e la risoluzione 232 del 2009. In questi due documenti veniva specificato che la chisura della partita IVA non era possibile sino a quando il professionista (o, per meglio dire, l’ex professionista) non avesse definito tutti i rapporti giuridici connessi alla sua attività precedente.

L’Amministrazione finanziaria fornisce anche alcuni consigli per velocizzare l’iter fiscale e burocratico, così da poter chiudere la partita IVA nel minor tempo possibile. Nello specifico, secondo l’Agenzia delle Entrate i contribuenti dovrebbero anticipare la fatturazione delle prestazioni rese e l’esigibilità dell’imposta. Nella risposta, inoltre, si specifica che l’Agenzia non ha “alcuna competenza in materia di applicabilità delle inconferibilità e incompatibilità riguardanti il rapporto di pubblico impiego”.