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Tasse, perché si sta chiedendo la modifica della Tari: cosa potrebbe cambiare

Tassa o tariffa? La Tari è un dilemma al quale neanche le amministrazioni stesse sanno rispondere. In pratica nessun ente sa valutare effettivamente la quantità di rifiuti che viene prodotta da un nucleo familiare o da una singola attività produttiva, in quanto il calcolo viene effettuato sul volume e non in peso. La misurazione in peso dei mezzi consentirebbe di avere dei valori approssimativi e non permette di rintracciare le utenze virtuose. Nella stessa bolletta non è espresso chiaramente cosa paga il contribuente e come viene calcolata l’imposta sui rifiuti.

Tari, la richiesta di Arera

Un problema sollevato dall’Arera, l’Autorità dell’Energia nella presentazione della Relazione annuale portata a governo e Parlamento dal presidente Stefano Besseghini: “Dopo i primi pronunciamenti del Tar, che ha rigettato i ricorsi descrivendo i poteri regolatori dell’Autorità, è innegabile che sarebbe utile un definitivo approdo normativo e giurisprudenziale, sulla natura fiscale o tariffaria della Tari” sostiene nel resoconto illustrato di fronte alla Camera dei deputati.

“Se le attività di spazzamento e di raccolta dei rifiuti hanno potuto funzionare attraverso una riorganizzazione delle modalità operative – ha aggiunto il presidente di Arera – le attività di smaltimento e di riciclo hanno mostrato le difficoltà legate ad un settore fortemente interconnesso, con una carenza impiantistica conclamata e per il conferimento dei rifiuti dipendente da altri Paesi, non raggiungibili durante la fase di lockdown”.

Dovrebbero essere le amministrazioni comunali i principali controllori dell’operato del Gestore dei rifiuti, ma spesso le verifiche non vengono effettuate a dovere. I Piani economico-finanziari degli enti sono approvati quasi sempre senza una reale consapevolezza da parte dei consiglieri, che frequentemente danno il via libera al buio senza vagliarli attentamente.

Tari, la relazione di Besseghini

Nella Relazione Stefano Besseghini avverte che nonostante le attività siano state garantite durante i mesi di lockdown per il Covid-19, sgravando gli oneri dei servizi dalle spalle dei cittadini, presto si dovrà tornare a fare i conti con le spese.

“Sin dall’inizio della pandemia e ancor più nella fase più critica del lockdown, l’azione dell’Autorità si è principalmente orientata alla tutela dei consumatori, con interventi che garantissero la continuità dei servizi evitando distacchi per morosità, riducendo gli adempimenti necessari all’ottenimento e alla prosecuzione dei Bonus sociali e impostando meccanismi di rateizzazione per il recupero di somme dovute”, ha spiegato Besseghini, specificando come sia “ prevedibile che presto ci troveremo di fronte al costo di queste operazioni, per quanto necessarie ed ineludibili”.

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