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Anticipare fatture: non aspettare i 90/120 giorni dei tuoi clienti

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Come si può intuire già dal nome, l’Anticipo Fatture è una procedura di finanziamento che permette ad un’azienda di incassare un’importo di denaro relativo a delle fatture emesse. Ci sono 3 soggetti coinvolti in questo tipo si operazione: la banca o società di factoring, l’impresa (Cedente) e il cliente (Ceduto). Attraverso un accordo, l’azienda può presentare le fatture emesse alla banca o società di factoring e richiedere un’anticipo sul loro importo. La banca, dopo opportune analisi, può decidere se smobilizzare o meno i crediti dell’impresa e dare quindi liquidità immediata, solitamente erogando buona parte dell’importo delle fatture. Nel caso in cui l’esito della valutazione sia positivo, l’azienda ha quindi la possibilità di sfruttare l’anticipo fatture per ottenere liquidità immediata e finanziare le proprie attività correnti.

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Compreso il significato, passiamo al funzionamento dell’anticipo fatture. Partendo dal presupposto che questa pratica è studiata per le imprese che non vogliono o non possono attendere il pagamento delle fatture; il vantaggio che spinge le aziende a rivolgersi alla banca/agenti di factoring è quello di ottenere liquidità immediata.

Ci sono alcune condizioni per cui l’operazione vada a buon fine, tra cui:
– che le fatture non siano scadute
– avere almeno 3 bilanci depositati
– essere un’azienda di capitali Italiana SRL o SPA (il ceduto può essere un’azienda di capitali europea SRL o SPA)
– non commerciare in armi, tabacco, giochi d’azzardo e non essere un’azienda di costruzioni. La banca/agenti di factoring potrebbero comunque non accettare alcuni crediti poiché vantati nei confronti di debitori tendenzialmente insolventi.

Dopo che la banca/agente di factoring ha valutato questi fattori, può procedere alla sottoscrizione del contratto e ad attivare un fido, che viene comunemente chiamato “castelletto anticipo fatture”. Non ci sono particolari limiti riguardanti l’importo delle fatture per cui l’impresa richiede l’anticipo, il valore totale delle fatture presentate però non può superare il limite massimo che è stato concordato con la banca/agente di factoring. Il totale dei crediti per cui si richiede l’anticipo deve infatti rientrare sempre nella cifra residua del fido concordato; l’importo delle fatture non può superare la differenza tra il fido concesso e quello delle fatture già presentate e non ancora scadute. La disponibilità di liquidità si andrà a ripristinare ogni qual volta che i pagamenti delle fatture da parte del ceduto andranno a buon fine.
Decisa la soglia massima del “castelletto anticipo fatture” da parte dell’istituto creditizio, il denaro viene accreditato sul conto corrente dell’impresa cedente. Ogni qualvolta il cedente presenti una fattura, la agente di factoring ha il compito di trasferirne immediatamente il valore stabilito, dando la possibilità all’imprenditore di utilizzare il denaro accreditato.
Il contratto che viene stipulato tre le due figure prevede che l’impresa corrisponda alla banca/agente di factoring un pagamento per il servizio fornito; questo avviene sotto forma di interessi/percentuale, l’ammontare di questa cifra dipende dalle valutazioni che la banca/agente di factoring effettua sull’impresa cedente e sulla qualità del credito. La liquidazione degli interessi avviene sulla base di quanto concordato nel contratto, e generalmente ha cadenza periodica (mensile o trimestrale).

L’attività di anticipo fatture può essere svolta con delle varianti, Pro Soluto e Pro Solvendo, scopri di più cliccando su una soluzione qui sotto:

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