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Decreto agosto, novità sugli sgravi fiscali per i neoassunti

Ancora novità dal Decreto legge agosto, sul quale il governo è a lavoro in queste ore. Nelle ultime bozze sarebbero previsti sei mesi di sgravi fiscali al 100% dei contributi per i neoassunti e 3-4 mesi di decontribuzione piena per i dipendenti che vengono fatti rientrare dalla Cassa integrazione.

Le simulazioni per valutare l’effettiva efficacia di questo impianto di incentivi sono ancora in corso. Inoltre per stabilire la formula definitiva degli sgravi, servirà calcolare l’ammontare effettivo delle risorse inutilizzate per altri interventi già varati, come il Reddito di emergenza o la stessa Cig impiegata per il Covid.

Rinvio delle cartelle esattoriali a novembre

Il viceministro all’Economia Antonio Misiani ha annunciato intanto la valutazione in corso da parte del governo su un nuovo rinvio dell’emissione di cartelle esattoriali fino a novembre.

“Abbiamo l’obiettivo di aiutare i contribuenti in una fase economica difficile, per permettere a chi doveva versare a settembre le imposte di marzo, aprile e maggio che sono state sospese, di avere molto più tempo per farlo – ha dichiarato il viceministro. La metà entro il 2020, l’altra metà nei due anni successivi. Stiamo anche valutando l’ulteriore misura del rinvio fino a novembre dell’emissione delle cartelle esattoriali”

Il testo atteso in Parlamento

Nel nuovo Decreto legge allo studio del governo è previsto un altro scostamento di bilancio da 25 miliardi, necessari a finanziare le misure messe in atto per sostenere l’economia in crisi a causa degli effetti del coronavirus. Il testo sarà sottoposto all’esame del Parlamento nei prossimi giorni e al Senato potrebbe incappare in qualche incidente di percorso.

A palazzo Madama, infatti, da regolamento, sarà necessaria la maggioranza assoluta, ma dall’inizio della pandemia, in otto votazioni sulla fiducia, per le quali è sufficiente la maggioranza dei presenti, nessuna ha raggiunto quota 161.

Numeri fragili considerato che la maggioranza al Senato si è ridotta a 154 onorevoli tra M5s, Pd, Iv, e Leu. E che all’occorrenza deve fare affidamento sui i sei senatori a vita e alcuni esponenti delle autonomie, per tornare al livello della maggioranza assoluta.