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Fatture false, come aumentano le pene

Pene più severe per chi froda il Fisco. Il Governo Conte bis è determinato a usare il pugno di ferro contro gli evasori. Ecco l’ultima novità dal Decreto Fiscale.

Saranno aumentate le pene massime nei confronti di chi emette fatture false per evadere le imposte sul reddito o l’Iva. Lo prevede la bozza del Decreto Fiscale approvato con la formula “salvo intese” dal Consiglio dei ministri. Si passerà dai sei anni, attualmente previsti, agli otto anni di reclusione.

L’inasprimento della pena rientra in un progetto più ampio di riforma dei reati tributari a cui il Governo sta lavorando e che dovrebbe essere inclusa nel percorso della Manovra economica.

Il reato di false fatturazioni è previsto e punito dall’art.2 Dlgs n. 74/2000, “Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti”, che dispone: “È punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, avvalendosi di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, indica in una delle dichiarazioni annuali relative a dette imposte elementi passivi fittizi” (primo comma). “Il fatto si considera commesso avvalendosi di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti quando tali fatture o documenti sono registrati nelle scritture contabili obbligatorie, o sono detenuti a fine di prova nei confronti dell’amministrazione finanziaria” (secondo comma).

Quello delle fatture false è considerato uno dei reati più gravi tra gli illeciti fiscali. La dichiarazione, con cui si commette la frode fiscale, infatti, si basa su una documentazione fasulla che fornisce una falsa rappresentazione contabile della situazione fiscale del contribuente e compromette l’interesse del Fisco alla percezione delle imposte.

Questo spiega la severità della normativa, che non prevede delle soglie di evasione per stabilire la punibilità del contribuente. Quindi chi si avvale di fatture false nella dichiarazione delle imposte è punibile per la condotta in sé, a prescindere dalla somma evasa.

Nel caso in cui l’evasione fiscale tramite fatture false dovesse avvenire per somme modeste, si applicherà la pena minima della reclusione a un anno e sei mesi, che nel progetto di riforma fiscale dovrebbe restare invariata.

L’intenzione di punire più severamente gli evasori fiscali è stata ribadita da Luigi Di Maio, leader del Movimento 5 Stelle e Ministro degli Esteri, che in una diretta Facebook ha affermato: “Non esiste una legge di Bilancio che fa la lotta all’evasione fiscale senza il carcere con pene severe ai grandi evasori, per noi è imprescindibile”. Di Maio ha sottolineato l’obiettivo di punire i grandi evasori, quelli che emettono “fatture false oltre i 100 mila euro“, e non i piccoli commercianti o lavoratori autonomi.

Anche il Presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, è a favore di un inasprimento delle sanzioni per i fatti più gravi di evasione, pur precisando che “non è con le manette che si vince l’evasione”.