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Salta il rinvio del mercato libero luce e gas: cosa cambia per gli utenti

La Manovra 2020, dopo le ultime modifiche e gli interventi portati a termine dalla Commissione Bilancio, ha ottenuto ieri la fiducia e il via libera al Senato. Per arrivare a questo risultato, tuttavia, alcuni articoli del testo sono stati rivisti, compresi quelli relativi allo slittamento della fine del mercato tutelato per l’energia.

Dal prossimo primo luglio, quindi, potremmo dire addio all’istituto della maggior tutela. Tutti quelli che fino ad oggi si sono affidati alla tariffa di base determinata – trimestralmente – dall’Autorità, che secondo le ultime statistiche ammontano a quasi 18 milioni, potranno e dovranno valutare quello che la concorrenza ha da offrire in merito alle utenze di luce e gas.

Gli utenti, in teoria, avranno a disposizione circa sei mesi di tempo per poter valutare a chi affidarsi anche se, stando a quanto emerso nelle ultime ore, non è escluso che il Governo lavori ad un intervento legislativo ad hoc per rendere meno complicato il passaggio.

Per chi passa al mercato libero dell’energia si registrano risparmi che vanno dal 7% al 10% della spesa totale. Ad oggi, tuttavia, gli operatori nel settore e le offerte della concorrenza scarseggiano. Se a questo si aggiunge la poca consapevolezza dei consumatori al riguardo, inoltre, è facile capire come mai chi è passato al mercato libero oggi sta spendendo di più di chi è rimasto con la maggior tutela. Questa analisi è stata fornita dal Monitoraggio del mercato retail 2018, pubblicato dall’Autorità per l’energia proprio a ridosso dello stop al rinvio della fine della maggior tutela (stabilito a seguito dell’approvazione della Manovra Finanziaria 2020).

Le società operanti nel mercato libero, comunque, continuano a crescere. Basta pensare che, fino a dicembre 2018, nel portate ARERA per il settore elettrico erano state riportate oltre 770 offerte per i clienti domestici e 705 per le PMI. Più della metà di queste offerte (circa il 57%) erano a prezzo fisso. Per il settore gas, invece, erano presenti 887 offerte commerciali per i domestici, 673 per i condomini a uso domestico e 792 per quelli non domestici. Di queste più del 50% erano a prezzo fisso.  Non è un caso, forse, che i clienti che decidono di affidarsi alla concorrenza sono anche quelli che scartano con più facilità le offerte a prezzo variabile preferendo di gran lunga quelle a prezzo fisso.

La verità, però, è che le opportunità di risparmio nel mercato libero non mancano, sia per quanto riguarda le offerte a prezzo variabile che quelle a prezzo fisso. Una consapevolezza questa che i dati confermano essere ancora poco diffusa, tant’è che negli ultimi anni – come anticipato sopra – i clienti domestici che hanno scelto un contratto nel mercato libero hanno pagato costi mediamente più elevati rispetto alla maggior tutela.