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Tasse e incentivi: gli esclusi dai bonus dopo la raccomandazione Ue

Niente aiuti di Stato se evadi le tasse in un paradiso fiscale: lo ha deciso la Commissione Ue, inviando la raccomandazione a tutti gli Stati membri. Si tratta di una decisione che potrebbe influenzare non poco lo scenario economico attuale, soprattutto in vista delle numerose agevolazioni che i governi europei (non solo quello italiano) stanno riconoscendo alle imprese a seguito dell’emergenza Coronavirus.

La raccomandazione della Commissione Ue: niente aiuti statali a chi evade il fisco

Bonus, incentivi e aiuti ad imprese e famiglie hanno contraddistinto l’azione del governo nell’ultimo periodo. Con lo scoppio della pandemia l’intervento statale è stato necessario, indispensabile, ma adesso che il pericolo pare star rientrando pian piano, l’Ue è decisa a correre ai ripari per evitare che la crisi post-lockdown si protragga nel tempo causando più danni di quelli già fatti.

Per questo motivo, come da Bruxelles più volte hanno ribadito, è necessario partire da una buona gestione delle finanze pubbliche, privilegiando interventi che diano uno slancio all’economia e alla ripresa dei paesi più colpiti dal Covid.

Seguendo questa logica, allora, la Commissione Ue si è espressa ponendo un vincolo sull’erogazione degli aiuti di Stato, e cioè: niente più incentivi e bonus alle imprese che, eludendo il fisco, evadono le tasse nei paradisi fiscali.

Imprese e paradisi fiscali, ma non solo: gli esclusi dai bonus e gli aiuti di Stato

Gli esclusi da bonus e agevolazioni statali, come ha stabilito l’Ue, sarebbero tutte le imprese cui affari sono in qualche modo legate a transazioni che si consumano all’interno dei territori considerati dei paradisi fiscali.

Attualmente in questa categoria rientrano ben 12 paesi, ovvero: Samoa Americane, Isole Vergini Americane, Vanuatu, Isole Cayman, Isole Fiji, Guam, Oman, Samoa, Trinidad e Tobago, Palau, Seychelles e Panama.

Alle imprese che evadono le tasse nei paradisi fiscali, inoltre, si aggiungono quelle condannate per gravi reati finanziari come frode, evasione, riciclaggio e corruzione.

Come spiegato dalla Commissione, questa raccomandazione ha come scopo quello di fornire agli Stati membri le direttive per “evitare che i fondi pubblici vengano utilizzati impropriamente”.

Non si vuole quindi rafforzare solo il controllo sugli abusi fiscali, ma si punta anche ad eliminare gli squilibri del mercato unico. Questo perché, come ha spiegato la commissaria europea per la concorrenza, Margrethe Vestager, oggi in un contesto di questo tipo e dopo l’emergenza Covid: “non è accettabile che le aziende che beneficiano di soldi pubblici evadano le tasse tramite pratiche legate ai paradisi fiscali”.

Ricordiamo, comunque, che si tratta di una raccomandazione Ue indirizzata a tutti gli Stati membri, pertanto deve essere prima recepita e approvata dall’Italia.