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Trasmissione corrispettivi, ammessa certificazione fiscale con Pos: come funziona





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Continua la “crociata” del Governo Conte contro l’uso del contante. L’Esecutivo, infatti, ha previsto diverse misure per incentivare i pagamenti elettronici a discapito del pagamento di contanti. I cittadini, ad esempio, possono accedere a un sistema di cashback, mentre per gli esercenti è in fase di studio uno sgravio fiscale per le commissioni sui pagamenti.

Altri vantaggi per i commercianti e gli esercenti potrebbero essere invece in dirittura d’arrivo. Uno degli emendamenti al Collegato fiscale della Legge di Bilancio 2020 in fase di discussione in Parlamento, infatti, prevede semplificazioni sul regime fiscale per chi accetterà solamente forme di pagamento elettronico. La norma sarebbe rivolta a quelle attività artigiane e agli altri contribuenti IVA che sono esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica (chi ha scelto il regime dei minimi o forfettario, ad esempio).

Chi deciderà di utilizzare “sistemi evoluti di incasso” mediante forme di pagamento elettronico “che consentono la memorizzazione, l’inalterabilità e la sicurezza dei dati” non dovranno poi provvedere alla trasmissione dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate tramite il registratore telematico o la procedura web. Sarà lo stesso sistema di pagamento elettronico – come il POS, ad esempio – a certificare la data della transazione e il suo valore, rendendo così inutile il successivo invio all’Agenzia delle Entrate. Insomma, i pagamenti effettuati con POS diventeranno una sorta di “surrogato” della fattura elettronica per chi non ha obbligo di emissione.

L’emendamento presentato dai relatori del Collegato fiscale prevede che la semplificazione fiscale e burocratica per le imprese artigiane venga introdotta a partire dal 1 gennaio 2021. In questo modo, si legge nella relazione che accompagna l’emendamento, si avrà tempo di individuare le soluzioni tecnologiche più adatte e per consentire agli esercenti – e alla stessa amministrazione finanziaria – di adattarsi alle nuove disposizioni legislative. Insomma, se l’emendamento dovesse essere approvato nelle prossime settimane, le imprese e i professionisti che vorranno usufruire della facilitazione burocratica avranno 12 mesi di tempo per mettersi in regola.

A stabilire quali saranno queste norme e quali saranno i dispositivi idonei sarà direttamente l’Agenzia delle Entrate. L’Amministrazione finanziaria, nello specifico, dovrà indicare le specifiche tecniche dei POS e le modalità di trasmissione ai cervelloni del fisco affinché diventi superflua la comunicazione dei corrispettivi.