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Versamenti Isa rinviati, Governo concede proroga e trova 3 miliardi di risorse

Buone notizie per i professionisti soggetti ai nuovi Isa o al regime forfettario: il Governo ha deciso di prorogare i pagamenti in scadenza il prossimo novembre a marzo del 2020. Cosa bisogna sapere.

Gli Isa, i nuovi Indici di Affidabilità Fiscale che sostituiscono gli studi di settore, hanno causato numerosi problemi ai lavoratori autonomi a cui si applicano e ai commercialisti che devono calcolarli, soprattutto per via delle continue modifiche, anche a ridosso delle scadenze. Tanto che i professionisti del fisco e le associazioni di categoria avevano chiesto prima la proroga dei pagamenti, poi la possibilità di rendere facoltativi gli Isa quest’anno. I commercialisti avevano perfino indetto uno sciopero per protesta.

Ora, con il Decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020, il Governo ha deciso di andare incontro ai titolari di partita Iva soggetti agli Isa o al regime forfettario che abbiano deciso di rateizzare il pagamento delle imposte o versarle in ritardo con la maggiorazione dello 0,4%. Il Governo, infatti, ha prorogato il termine di pagamento della rata del 16 novembre 2019 (che essendo un sabato slitta al 18 novembre) al 16 marzo 2020.

Lo ha annunciato il Ministero dell’Economia con un comunicato stampa del 14 ottobre. Il Decreto Fiscale dovrebbe essere approvato dal Consiglio dei Ministri di questa sera. Pertanto, i liberi professionisti possono tirare un sospiro di sollievo. La proroga dei pagamenti andrà a beneficio non solo dei titolari di partita Iva, ma anche delle casse dello Stato. In questo modo, infatti, il Governo conta di incassare maggiori entrate l’anno prossimo, per 3 miliardi di euro. Si tratta della somma attesa dal pagamento delle rate di fine anno dai professionisti.

Nel comunicato, il Ministero dell’Economia spiega che in base agli ultimi dati di monitoraggio lo Stato ha incassato un gettito di 10,7 miliardi di euro, versati il 30 settembre scorso dai 4 milioni di contribuenti soggetti agli Isa o forfettari. Le proiezioni elaborate su questo dato, per tutto il 2019, indicano per l’anno in corso incassi complessivi superiori di 1,46 miliardi rispetto alle previsioni contenute nella Nota di Aggiornamento del Documento di economia e finanza (NaDEF) dello scorso 30 settembre.

Lo Stato italiano, dunque, incasserà più denaro del previsto, per questo motivo può spostare i pagamenti dei professionisti all’anno prossimo. Anzi, grazie alla proroga avrà più risorse nel 2020 per mantenere i saldi di bilancio. Infatti, nella NaDEF il Governo ha indicato un deficit al 2,2% per il 2019, al posto dell’originario 2%, basato su stime ritenute “prudenziali”.

Per coprire questo disavanzo non sono necessari i 3 miliardi di euro che lo Stato contava di incassare entro l’anno dai titolari di partiva Iva. Questa somma, invece, sarà molto utile il prossimo anno, per non sforare il disavanzo del 2,2%. Tutti contenti, dunque, professionisti e Stato.