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Fisco Day, al via il blocco degli uffici di Agenzia delle Entrate e Dogane: i motivi della protesta

È durato due ore il blocco delle attività di ufficio annunciato da Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Dogane in occasione del Fisco Day. Dalle 10.00 alle 12.00 del mattino, per protestare contro la decisione del Governo di voler procedere con dei controlli a tappeto volti a recuperare 3miliardi di euro sottratti all’Erario.

I motivi della protesta

Viene da chiedersi, dunque, perché mai la lotta all’evasione fiscale preoccupa tanto l’Amministrazione Finanziaria, cui uno dei suoi compiti principali resta appunto quello di far rispettare la legge in questo campo e di riappropriarsi di quanto indebitamente non viene dichiarato allo Stato. I motivi della protesta, di fatto, hanno a che fare con una cattiva organizzazione delle risorse e la carenza di personale che rendono sempre più difficile lo svolgimento delle attività.

Come hanno denunciato i sindacati sia all’Agenzia delle Entrate che all’Agenzia delle Dogane, manca il personale sufficiente a garantire quelli che sono i servizi essenziali, pertanto la richiesta del Governo – alla luce di quelle che sono le condizioni attuali – è da considerarsi utopica.

La protesta di oggi è stata organizzata da da Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Confsal Unsa e Flp, che hanno deciso di far sentire la loro voce nuovamente il prossimo 6 febbraio a Roma, con una manifestazione nazionale dei lavoratori delle Agenzie Fiscali sotto il Mef.

Cosa chiedono i lavoratori al Governo

Le perplessità di chi lavora nel settore ed ogni giorno ha a che fare con i problemi del sistema sono chiare, per questo motivo gli impiegati delle Agenzie non si vogliono rendere complici di un’azione che – se confermata dal Governo – genererà secondo loro un inevitabile buco nel bilancio dello Stato. La soluzione, come hanno spiegato i portavoce della protesta, sarebbe quella di investire di più nella macchina fiscale e in chi ci lavora, fornendo i mezzi idonei a portare avanti (e migliorare) la lotta all’evasione.

Al taglio continuo dei fondi Agenzia delle Entrate e Dogane, dunque, rispondono chiedendo un aumento dei fondi, a partire dall’introduzione del cosiddetto “salario di produttività”, che non viene più erogato da più di due anni (anche se tutti gli obiettivi prefissati con il Ministero dell’Economia sono stati raggiunti in questo periodo).

Accanto a queste richieste anche la proposta di migliorare l’organizzazione interna, nominando i direttori dell’Agenzia e procedendo con le nomine di competenza governativa e dei comitati di gestione.