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Imu, accise carburante, Irpef: un anno di promesse, ma le tasse non scendono

Se il Def licenziato martedì dal Consiglio dei ministri conferma le pesanti difficoltà dell’economia italiana e prepara il terreno a possibili cambiamenti in campo fiscale – dalla Flat tax al momento priva di risorse al possibile taglio delle detrazioni – quel che è certo è che in un anno di governo, a dispetto delle promesse in campagna elettorale, le tasse non sono scese. Un’analisi de Il Giornale ha messo in fila le mancate promesse in tema fiscale.

Accise carburante
Fu uno dei cavalli di battaglia di Matteo Salvini, per il quale “Non ha senso pagare accise per guerre combattute nel secolo scorso”. Anche quest’ anno, però, continueranno a pesare senza diminuire né aumentare, una presenza costante che pesa circa per il 40% sui prezzi applicati al distributore. Peraltro nelle temutissime clausole di salvaguardia da 23 miliardi sul 2020 una piccola parte è legata proprio all’incremento delle accise (circa 130 milioni per ciascun anno del triennio 2020-2022).

Tassazione immobili
Imu e Tasi assicurano 21 miliardi di gettito per le casse comunali. L’ultima legge di Bilancio varata dal governo gialloverde ha eliminato il blocco dell’aumento delle aliquote delle amministrazioni locali, istituito dal 2015. Risultato (dati Sole 24 Ore): l’Imu è aumentata in quasi una città su dieci (9,4%), l’addizionale Irpef è stata ritoccata all’insù nel 7,3% dei casi, mentre più spesso sono stati incrementati i tributi minori come tassa di soggiorno, Tosap e imposta di pubblicità.

Pressione fiscale
Le cifre pubblicate dall’ufficio parlamentare di Bilancio dicono che quest’anno la pressione fiscale salirà al 42,4% del Pil dal 42% del 2018. La manovra è “recessiva ed è soggetta a un rischio di deviazione significativa rispetto alle regole europee”, aveva dichiarato il presidente dell’Upb Pisauro e si è inserita in un quadro profondamente recessivo.