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Non solo Facebook e Instagram, il Fisco ci controlla anche con Google Street View

Non solo Facebook e Instagram, ma anche Google Street View e altri. Il controllo del Fisco nell’ottica di una sempre maggiore lotta all’evasione fiscale ormai è così capillare da battere a tappeto persino i nostri social network e tutte le informazioni che il mondo del web può offrire.

Dai social al “super” algoritmo

Come sappiamo, con la nuova Manovra l’Agenzia delle entrate e la Guardia di Finanza lavorano sempre più a stretto contatto, con poteri più ampi, pur mantenendo di base la propria autonomia, proprio per scovare i possibili evasori.

Dal primo aprile partirà anche un sofisticatissimo algoritmo che sarà in grado di passare al setaccio i conti correnti degli italiani, andando a scovare possibili furbetti. Come vi abbiamo spiegato qui, l’algoritmo sarà in grado di scandagliare giacenze sui conti correnti e sui depositi, bonifici in entrata e in uscita, versamenti e qualunque altro tipo di operazione che abbiamo fatto sul nostro conto corrente. Se l’algoritmo troverà delle incongruenze rispetto a quanto sostenuto nella dichiarazione dei redditi, scatteranno ulteriori controlli del Fisco.

Non solo. Già nel 2016 il Fisco italiano, nell’elencare le azioni per la prevenzione e il contrasto all’evasione fiscale, faceva riferimento a “fonti aperte”. E cioè chi controlla lo può fare non solo attraverso notizie acquisibili dalle banche dati, ma anche attraverso quelle che pervengono da altre fonti. In queste, sono sicuramente da intendersi anche i profili dei social network e le pagine web.

Il caso

Se l’è vista brutta, tra le tante, un’azienda di Pineto, piccolo comune abruzzese in provincia di Teramo, che è stata “beccata” dall’Agenzia delle Entrate a non aver versato l’imposta di pubblicità per quattro anni.

Come l’ha scoperto il Fisco? Proprio grazie ad alcune foto scaricate da Google Street View. Le immagini mostravano un veicolo su cui era installato un cartellone pubblicitario. La Cassazione ha respinto le obiezioni del contribuente, che contestava l’utilizzabilità delle foto.

Google Earth per controllare gli immobili

La prassi, a dire il vero, non è nuova. Già da un po’ di tempo l’Agenzia delle Entrate ha avviato una serie di controlli sugli immobili sfruttando Google Earth, arrivando a stanare diversi abusi non censiti. Le indagini sono proseguite sui profili social dei contribuenti interessati, a caccia di foto che potessero costituire ulteriore indizio di uno stile di vita decisamente più agiato.

Una circolare della Guardia di Finanza fa espressamente riferimento alla possibilità di cercare “elementi utili non risultanti dalle banche dati” con “particolare attenzione alla consultazione delle fonti aperte (articoli stampa, siti internet, social network) al fine di acquisire ogni utile elemento di conoscenza sul contribuente da sottoporre a controllo e sull’attività da questi esercitata”.

È stata poi la stessa Agenzia delle Entrate, tuttavia, a chiarire che Internet va bene, ma non è certo sufficiente. Prima dell’accertamento definitivo è sempre necessario approfondire i dati con un controllo diretto, in questo ai luoghi interessati.

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